Piadina Romagnola I.G.P.

Prodotto tipico dell'Emilia Romagna

Piadina romagnola farcita con prosciutto crudo e rucola

Piadina romagnola I.G.P., un abbraccio accogliente

Sul sito del Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola I.G.P. leggiamo: “La Piadina Romagnola I.G.P. è l’abbraccio accogliente della Romagna a tavola, una tradizione antica nata sulle coste dell’Adriatico e protetta dal Consorzio di Promozione e Tutela.”
Stiamo parlando di un prodotto tipico che nasce come sostituto del pane e che è divenuto uno dei simboli della cucina romagnola.

Storia della Piadina Romagnola I.G.P.

Inizialmente la Piadina Romagnola veniva preparata tra un’infornata settimanale di pane e l’altra, diventando parte integrante della tradizione culinaria delle case dei romagnoli.

La sua diffusione negli altri territori avviene nel secondo dopoguerra, divenendo una portata vera e propria e non solo un elemento di accompagnamento ad altre vivande.

Negli anni Settanta, vengono allestiti i primi chioschi sul lungomare della riviera romagnola, divenendo tappa obbligatoria per i turisti. Il suo successo porta alla produzione industriale ed alla necessità di proteggere e pubblicizzare questa tipicità in tutto il mondo.

E’ con questo obiettivo che viene fondato il Consorzio di Promozione e Tutela, con sede a Rimini. Nel 2014 gli sforzi dell’ente portano all’attribuzione della denominazione protetta alla Piadina Romagnola, sotto forma di Indicazione Geografica Protetta.

Caratteristiche della Piadina Romagnola I.G.P.

La Piadina Romagnola è un cibo semplice, di origine contadina, che, forse, proprio grazie a questa sua caratteristica, è riuscita a diffondersi in tutto il mondo. Da disciplinare, può essere prodotta solo nell’areale ristretto in cui è nata, fra le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna fino al fiume Sillaro.
E’ un prodotto a base di:

  • Farina di grano o di farro
  • Acqua
  • Grassi: strutto e/o olio di oliva e/o olio extravergine di oliva
  • Sale

Eventualmente alcuni ingredienti opzionali, previsti dal disciplinare:

  • Agenti lievitanti
  • Latte vaccino
  • Miele di fiori
  • Olio di semi di girasole, ma solo se utilizzato insieme ad olio di oliva ed in quantitativo minore a quest’ultimo

Viene preparata seguendo i seguenti passaggi:

  1. Gli ingredienti vengono mescolati per comporre un impasto
  2. Avviene la suddivisione dell’impasto in pani o palline
  3. Attraverso laminazione, i pani vengono appiattiti e vengono ottenuti i dischi pronti per la cottura
  4. Le piadine vengono cotte ad una temperatura che può variare dai 150 ai 300°C, per un tempo fino a 4 minuti.
  5. Il prodotto viene fatto raffreddare. Può essere confezionato in sacchetti o buste termosaldate, in atmosfera protettiva.
La piadina è tradizionalmente farcita con altri prodotti provenienti dal medesimo territorio. Le verdure possono far parte del riempimento sia cotte (crescione, cicoria, bieta e tarassaco, bollite e saltate in padella con l'aglio oppure cipolla, zucchine, melanzane e peperoni grigliati) che crude (come insalata, rucola e pomodori).
I salumi sono perfetti per riempire la piadina, vengono utilizzati tipicamente prosciutti, salami, pancette arrotolate, lardo e coppa. Come formaggi, si prediligono quelli freschi, come squacquerone e mozzarella.

Tipologie di Piadina Romagnola I.G.P.

Esistono due tipologie differenti di Piadina Romagnola, che si discostano l’una dall’altra soprattutto per quanto concerne diametro e spessore.

  • Piadina Romagnola o Piada Romagnola: caratterizzata da un diametro minore (compreso tra i 15 ed i 25 cm) ed uno spessore maggiore (da 4 ad 8 mm), si presenta più compatta, rigida e friabile. La superficia, a seguito della cottura, presenta macchie ambrate di ridotte dimensione, distribuite omogeneamente sull’intera superficie.
  • Piadina Romagnola o Piada Romagnola alla Riminese: presenta un diametro che varia da 23 a 30 cm, uno spessore ridotto (fino a 3 mm) che le donano una consistenza più morbida e flessibile. Le vesciche di cottura sono di grandi dimensioni, con una distribuzione non omogenea.

Curiosità sulla Piadina Romagnola I.G.P.

  1. Tradizionalmente veniva cotta esclusivamente su lastre di pietra o teglie in argilla prodotte nella zona di Montetiffi, piccola località della montagna romagnola, divenuta celebre proprio per questo.
  2. Il termine “piada” deriva dall’italianizzazione della parola romagnola “piè”, che indica, appunto, la piadina. Lo stesso poeta Giovanni Pascoli, in un suo poemetto, la cita così, definendola un alimento antico “quasi quanto l’uomo” e come “Il pane, anzi li cibo nazionale dei Romagnoli”.
  3. Il simbolo apposto sulle confezioni di piadine prodotte da produttori appartenenti al Consorzio, è composto dall’immagine stilizzata di un gallo e di una spiga di grano.

Come gustare questo simpatico piatto

Alcune idee di farcitura possono essere:

  • Prosciutto di Parma D.O.P, Squacquerone di Romagna D.O.P. e rucola
  • Prosciutto cotto, mozzarella, pomodori
  • Fesa di tacchino, scamorza, insalata

Ma ci si può sbizzarrire anche con alternative dolci:

  • Ricotta e crema spalmabile alle nocciole
  • Marmellata e noci

Ricetta di Casa

Per concludere, ecco la ricetta per provare a cucinare da zero la piadina a casa vostra:

Ingredienti per 3 piadine di medie dimensioni:

  • Farina di grano tenero: 250 g
  • Latte: 100 ml
  • Bicarbonato: un pizzico
  • Sale: 1/2 cucchiaino
  • Olio E.V.O.: 2 cucchiai

Dopo aver impastato insieme tutti gli ingredienti, lasciare riposare il composto risultante in una ciotola, coperta da un canovaccio pulito, per almeno mezz'ora.

Una volta pronto, suddividere l'impasto in tre pallette più o meno della medesima dimensione. Stendere ognuno degli impasti con un mattarello, fino ad ottenere dischi rotondi, sottili a piacere, ma senza esagerare.

Cuocere le piadine, una alla volta, sul testo romagnolo (o su di una padella abbastanza larga) ben caldo per qualche minuto.

Farcire a piacere.

Fonti: